
Un progetto ispirato alle piazze e alle strade vuote durante la pandemia. L’assenza delle persone ha lasciato spazio a una presenza diversa: il desiderio di vicinanza, di contatto, di respiro condiviso. Nelle immagini l’abbraccio diventa metaforico — un abbraccio a se stessi, a un lampione, a un frammento di mondo, quando i corpi non potevano incontrarsi. Una riflessione silenziosa sulla vulnerabilità, sulla solitudine e sul bisogno gentile di calore umano.
