
Exodus è una serie di immagini ispirata alle traversate dei migranti, ai viaggi sospesi tra speranza e perdita. I corpi diventano metafore: racchiusi in bottiglie come messaggi affidati al mare, oppure sospesi sopra l’acqua, in un equilibrio fragile tra caduta e volo. Il mare è passaggio e confine, spazio che separa e allo stesso tempo unisce. Le figure attraversano una dimensione instabile, in cui il desiderio di una vita diversa si confronta con il limite, con la distanza, con il rischio. A coloro che avrebbero voluto volare, nuotando. A coloro che, nuotando, sono volati.
(Volare come desiderio di una vita migliore; nuotare come attraversamento; volo come metafora di morte.)
