
Il pensiero si sposta, si separa, si moltiplica. Non coincide più con il corpo, non è più un centro stabile, ma qualcosa che si sceglie, si perde, si nasconde, si lascia andare. Le figure abitano questa distanza: c’è chi prova diverse possibilità, chi abbandona ciò che è stato, chi trattiene, chi espone. La mente non è più un luogo fisso, ma uno spazio mobile, che cambia forma e posizione. Essere non significa più coincidere, ma restare in relazione con qualcosa che può sempre trovarsi altrove.
